Vai direttamente ai contenuti della pagina

Istituzionale

Elenco siti tematici

Home > News

News

Quattro donne in Comune

 “L’umanità senza la donna sarebbe scarsa, terribilmente scarsa”  Mark Twain

Le elezioni comunali del Maggio 2014 hanno visto, per la prima volta nella storia di Villar, ben quattro donne entrare in Comune  (tre alla maggioranza, una all’opposizione).
A tal proposito vorrei  fare una breve riflessione, analizzando la presenza femminile nella politica.
In Italia le donne hanno avuto il diritto al voto solo nel 1946, prima di allora quindi, cosa contava la loro opinione per la vita pubblica? Praticamente nulla.
Le donne hanno dovuto conquistare la propria libertà, hanno dovuto combattere per essere ritenute di pari dignità rispetto agli uomini, il paradosso sta proprio qui: le donne hanno dovuto combattere per qualcosa  che spettava loro di diritto. Ci sono state donne che hanno sacrificato la propria esistenza per riuscire ad ottenere quella stessa dignità, quella parità tra i sessi di cui ancora oggi parliamo.
La parola parità, di cui tanto si parla, include in se il significato di uguaglianza quindi uomo e donna dovrebbero essere uguali e come tali, avere gli stessi diritti, doveri, opportunità e possibilità.
Per troppi anni però, le donne, hanno messo a disposizione la loro incredibile forza solo nell’ambito familiare, senza occuparsi minimamente della vita politica, di ciò che succedeva nella propria nazione o nel proprio comune e questo, sembra assurdo dirlo, in alcuni posti del mondo, e non parlo solo del terzo mondo, succede ancora.
Il ruolo politico della donna è stato sempre visto come qualcosa di passivo, e ciò non è affatto giusto, le donne sono elettrici, ma devo anche essere elette ed avere la consapevolezza che essere elette da la possibilità di migliorare qualcosa, la nostra società, noi stesse.
Spesso sentiamo parlare di QUOTE ROSA,  ovvero quote minime di presenza femminile all’interno di organi elettivi. Le quote rosa sono molto importanti per la società, ma ciò che mi fa riflettere è il fatto che siamo dovuti arrivare alle quote rosa , cioè la presenza femminile all’interno di amministrazioni pubbliche dovrebbe essere qualcosa di ovvio, così come è la presenza maschile, senza bisogno di ricorrere a sotterfugi. 
La libertà deve essere un anello portante della politica, questa è la cosa fondamentale e tutti, soprattutto i giovani, dovrebbero cercare di costruire un percorso che possa fondarsi sulla collaborazione di uomo e donna.
La cosa pubblica deve essere vista come una grande famiglia, una famiglia di uomini e donne, che in parti uguali, e se lo desiderano in modo diverso oppure allo stesso modo, dovrebbero contribuire a sostenere la costruzione di un’intera società.
Sono le donne che devono essere protagoniste di questo cambiamento, le donne che devono riuscire a comprendere il ruolo centrale che dovranno assumere se credono che un cambiamento sia possibile.
La politica deve diventare un impegno comune , deve diventare qualcosa di normale e come tale, le donne devono essere presenti.
Una donna deve sapere di poter essere protagonista della vita politica, della vita professionale, della vita sociale e deve diventare consapevole di poter vivere  tutto questo con naturalezza e successo.
La cosa fondamentale nella vita ma, soprattutto nella politica, è la collaborazione.
Io credo che ognuno di noi debba riappropriarsi di alcuni principi ma, soprattutto di alcuni ideali etici e morali che creano il nostro Io e la nostra personalità, che ci avvicinano alla realizzazione di noi stessi, alla felicità.
“L’appartenenza” cantava Giorgio Gaber, l’ineguagliabile sensazione di far parte di qualcosa di più grande di noi, l’appagamento di partecipare, condividere, andare oltre insieme.
La diversità di ognuno di noi deve essere la base di quella collettività migliore che vogliamo costruire, collettività all’interno della quale la donna deve essere una figura chiave in tutta la sua completezza, complessità, libertà ed individualità.
Solo così riusciremmo a dimostrare quale sia la nostra vera forza, quella forza così comune, così diversa.
Quella stessa forza che, rende ognuna di noi unica.
“ Una ragazza non dovrebbe aspettarsi speciali privilegi per il suo sesso, ma neppure dovrebbe adattarsi al pregiudizio e alla discriminazione. Deve imparare a competere … non in quanto donna, ma in quanto essere umano” Betty Naomi Friedan
 
Bianco Caterina
^
Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fini statistici, pubblicitari e operativi, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti all’ uso dei cookie e ai termini riportati alla pagina Privacy Policy. Per saperne di più e per impostare le tue preferenze vai alla sezione: Privacy Policy

×