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Cittadinanza onoraria

 Durante i festeggiamenti patronali di San Costanzo in settembre, verrà conferita alla Professoressa Trepaoli Anna Maria la cittadinanza onoraria. 
Convita che, come me del resto, vi siamo molti che non sanno assolutamente nulla della Signora ne della sua attività, le ho scritto una mail a cui lei, gentilissima, ha prontamente risposto.
Vi pubblico quindi ciò che la Professoressa mi scrive.

"   Sono nata a Perugia, sono laureata in Lettere e ho lavorato per molti anni nella Scuola: prima come insegnante, poi come direttrice didattica.

Ora sono la direttrice dell’Archivio e Biblioteca diocesani di Gubbio.  Ho pubblicato saggi storici, raccolte di poesie, monografie. La pubblicazione che mi ha condotto a Villar è stata la biografia del villarese professor Giovanni Cancan, di cui sono stata allieva quando insegnava Lettere a Perugia.

Questo il titolo dell’opera:

Oltre la vita. Giovanni Cancan nelle lettere, nei ricordi, nelle testimonianze(Perugia, Guerra, 1997)

 Del prof. Cancan ho anche curato la pubblicazione della tesi di laurea, intitolata Impressioni musicali in Gabriele D’Annunzio(Perugia, Guerra, 1997).

Di questa tesi esistono copie anche in università americane, in Carolina e in Pensylvania, sicuramente lì portate da studenti dell’Università per Stranieri di Perugia.

Per poter scrivere la biografia del prof. Cancan, che come si può comprendere ho profondamente stimato (e non io soltanto!!), ho dovuto necessariamente recarmi nei luoghi della sua vita: innanzitutto a Villar, poi a Saluzzo, a Mondovì, a Cuneo, a Torino, in Polonia, dove è stato internato militare italiano nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale e in altre località, anche in Sardegna, per raccogliere testimonianze su di lui da parte di parenti, amici, colleghi, alunni.

Prima ancora di venire a Villar ho preso contatto telefonico con il Comune e in particolare con il sindaco di allora dott. Giovanni Biglione, che per singolare coincidenza era in partenza da Villar, con una gita sociale, alla volta dell’Umbria e quindi anche di Perugia, dove ci siamo incontrati e dove gli ho parlato del mio progetto di scrivere la biografia del prof. Cancan: progetto che ha sùbito accolto e sostenuto. Proprio a Perugia ho conosciuto dunque per la prima volta la gente del Villar e le persone che erano state maggiormente legate al professore e alla sua famiglia, con le quali si è stabilita una bella e duratura amicizia. 

 Fin dalla mia prima visita a Villar ho avvertito un’emozione che non posso dimenticare. Il paese mi è sembrato sùbito accogliente, bello per la sua posizione geografica e per i suoi tesori naturali e artistici, per le testimonianze della sua storia, per le sue tradizioni, ma soprattutto per la sua atmosfera particolarmente dolce e genuina. In questo luogo gentile e operoso, posto all’ingresso di una valle montanina perfetta per soggiorni silenziosi e meditativi, sono tornata moltissime volte: all’inizio soprattutto per perfezionare e arricchire le notizie necessarie alla composizione del libro, poi per la presentazione del libro stesso e nel contempo per l’intitolazione della via al professor Cancan e per lo scoprimento della lapide a lui dedicata. In seguito sono tornata tutti gli anni per incontrare le persone care, alcune delle quali ora purtroppo scomparse, e perché ho sempre avvertito forte il richiamo verso questo luogo ormai per me familiare, che mi ha sempre accolto con grande generosità.

Con soddisfazione ho constatato come dopo il mio libro sul professore, di cui ho trattato ampiamente le tristi vicende della prigionia, altri libri sono usciti in Italia sullo stesso argomento e lo Stato italiano ha riconosciuto ufficialmente il valore della resistenza e del sacrificio degli internati militari italiani nel secondo conflitto mondiale.

Le mie ricerche sull’argomento mi hanno fatto conoscere alcuni compagni di prigionia del professore e anche un ex prigioniero di Villar: Giuseppe Belliardi, detto Pin, di cui ho pubblicato gran parte di uno scritto particolarmente interessante in un altro libro, che tratta delle vicende dei prigionieri italiani nei lager, intitolato Reticolati (Perugia, Futura, 2013).

Se nella biografia del prof. Cancan ho parlato diffusamente di Villar, dei suoi abitanti, delle sue tradizioni e della festa delle feste - quella dei Patroni - anche in Reticolati ho parlato di Villar S. Costanzo e dell’Amministrazione comunale, della maestra Gilda Allemandi, mia carissima amica che ora non è più, alla quale è stata conferita l’onorificenza di “Giusti fra le nazioni” per aver ospitato e salvato una famiglia ebrea durante la persecuzione razziale. A Gilda si deve anche una donazione ad una Casa per bambini abbandonati, in Africa, intitolata a Giovanni Cancan.

Ho avuto occasione di parlare di Villar e di alcuni suoi personaggi, ad esempio il senatore Giuseppe Covallera, anche nel giornalino che si è pubblicato per qualche tempo a cura del Comitato per il gemellaggio Villar San Costanzo-Rosiére e a cui ho sempre collaborato.

Ho anche voluto fare un piccolo omaggio a questo paese a me caro con un volumetto, intitolato Variazioni sul filo della luce,  che raccoglie paginette di diario scritte per non dimenticare alcune impressioni ed esperienze che il Villar mi ha regalato in tante occasioni, arricchendo moltissimo la mia vita.

È stato per me motivo di soddisfazione la diffusione delle pubblicazioni di cui ho  fatto cenno, perché ha permesso la conoscenza del Villar e della sua gente, una realtà che qualcuno ha voluto vedere dal vivo, come ad esempio alcuni amici venuti dall’Umbria, come le ex alunne del professor Cancan arrivate da ben otto regioni in occasione della presentazione del libro nel giorno della festa patronale, come i compagni di prigionia del professore e i suoi parenti e amici che hanno partecipato allo stesso evento, come il Vescovo di Gubbio che per due volte  mi ha accompagnato a Villar e in Val Maira.

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