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San Costanzo al Monte

San Costanzo al Monte è un capolavoro architettonico nascosto nei boschi di Villar, sulle pendici che discendono dal Monte San Bernardo. Ci sono diverse possibilità per raggiungere questo monumento nazionale.
La più comoda è da Dronero (area minigolf park), risalendo su strada asfaltata fino al Santuario di Santa Maria Delibera, da cui in breve si arriva a San Costanzo al Monte su fondo sterrato.
Da Villar San Costanzo si parte invece dalla piazza del municipio, e seguendo le indicazioni da borgata Pra Marchetti si risale su sterrata, fino allo spiazzo con la croce che sorge fra i due santuari.
Un'altra strada raggiunge San Costanzo da Villar, dissestata e consigliata solo ad escursionisti e mountain bike: dal capoluogo si sale in zona Foresti, e da qui prosegue a mezzacosta su fondo dissestato, a tratti panoramico, fino alla chiesa-santuario immersa nel bosco.
Un bivio di fronte a San Costanzo al Monte risale verso il Monte San Bernardo; terminato lo sterrato, con sentieri si può risalire dalla cresta meridionale della vetta, oppure compiere ampi itinerari escursionistici ad anello verso il Colle Liretta, rientrando in Zona Foresti.

La storia di San Costanzo

Questo è il luogo del martirio di San Costanzo, avvenuto il 18 settembre tra il 303 e 305 d.C.
San Costanzo raggiunse la Val Maira, oggi in provincia di Cuneo, con alcuni suoi compagni in fuga da una battaglia in Svizzera. Altri soldati della legione Tebea erano Costantino, Dalmazzo, Desiderio, Isidoro, Magno, Olimpio, Ponzio, Teodoro e Vittore. Ognuno si dedicò alla diffusione del Vangelo tra le popolazioni locali, finchè una persecuzione nei loro confronti li rese martiri cristiani, molto venerati nelle vallate cuneesi. In un primo tempo sopravvisse soltanto Costanzo, che dette sepoltura ai suoi amici.
Tralasciando la leggenda popolare dei Ciciu del Villar, la tradizione vuole che San Costanzo venne catturato nel bosco dove oggi sorge la chiesa, e qui venne decapitato. Sepolto in loco, dapprima una semplice croce, poi un piccolo sacellum (tempietto), mentre la magnifica chiesa risale al 1190: un monumento d'importanza eccezionale per la storia religiosa, civile ed artistica del Piemonte e dell'Italia, che in molte caratteristiche architettoniche rievoca la più famosa Sacra di San Michele, in bassa Valle Susa.

L'importanza di San Costanzo si può comprendere pensando che con San Chiaffredo è il patrono della diocesi di Saluzzo: le loro due statue trionfano ai lati dell'altare maggiore del Duomo di Saluzzo.

Dati raccolti da:
can. Giovanni Rovera, "L'Abazia benedettina di Villar San Costanzo nella storia e nell'arte", 1982.

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