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Che cosa significa il loro nome?
Ciciu in piemontese significa "pupazzi", in rapporto alla loro forma (che per la verità assomiglia di più a dei funghi porcini) ed alla leggenda popolare di San Costanzo , patrono del Comune.

La leggenda di San Costanzo
La tradizione vuole che San Costanzo, santo patrono di Villar, fosse un soldato romano appartenente alla Legione Tebea.
Intorno al IV secolo d.C , insieme ai compagni Dalmazzo, Chiaffredo e Magno, egli era fra i primi martiri evangelizzatori della dottrina cristiana nelle vallate cuneesi.
Il suo martirio avvenne il 18 settembre fra il 303 e il 305 sulla collina che sovrasta Villar, dove oggi sorge il Santuario di San Costanzo al Monte, mentre un tempo c'era solo una semplice croce e poi un piccolo tempietto.
La leggenda popolare vuole i Ciciu legati alla storia del Santo.
Infatti, mentre San Costanzo fuggiva nei boschi inseguito dai soldati romani, giunto alla Costa Pragamonti si voltò verso di essi urlando:
"O empi incorreggibili, o tristi dal cuore di pietra!
In nome del Dio vero vi maledico. Siate pietre anche voi!"
Fu così che100 di essi vennero immobilizzati all'istante e trasformati in pietra.
Da quel giorno nel bosco di Villar ci sono i Ciciu, che tutti possono ammirare ricordandosi anche di questa leggenda.

Come sono fatti?
I Ciciu sono costituiti da una colonna di terra compatta sormontata da un grande masso di gneiss occhiadino, roccia metamorfica di origine magmatica tipica del Massiccio Dora-Maira (dominio geologico alpino che si estende dalla bassa Valle Maira alla media Valle Susa, dove scorre il fiume Dora Riparia).
Nel gambo dei Ciciu non c'è solo terra, ma anche ciottoli formati della stessa roccia dei cappelli.
Altra caratteristica dei gambi è che sono costituiti da diversi strati di terra, i quali servono a capire meglio l'ambiente geologico in cui si sono formati.

Come li chiamano i geologi?
In geomorfologia, ossia la scienza che studia le diverse forme della superficie terrestre e le cause che le hanno generate, i Ciciu si classificano come "piramidi di terra" o "colonne d'erosione", che generalmente si formano sui versanti ripidi e nudi dalla vegetazione delle morene glaciali.
Piramidi di terra
Ecco alcuni esempi di piramidi di terra in Italia, tutte scavate su morene glaciali: Segonzano (Trento), Renon (Bolzano), Cislano (Brescia), Postalesio (Sondrio).

Quanti sono i Ciciu?
Un recente censimento del ricercatore Alberto Costamagna (2000) dell'Università di Torino, Dipartimento di Geografia Fisica, ha contato in loco ben 479 Ciciu concentrati in un'area di circa 0,25 Kmq, evidenziando almeno due diverse generazioni di colonne di erosione, formatesi in almeno due fasi evolutive distinte.
Bibliografia: Alberto Costamagna, Studio su un geotopo della bassa Val Maira: le piramidi d'erosione di Villar San Costanzo, Acc. Sc. Torino - Atti Sc. Fis. 134 (2000), pp.87-98; nota presentata dal Socio corrispondente Augusto Biancotti.
Ciciu nella parte alta del sentiero
Anche nella parte alta del versante della Costa Pragamonti si incontrano dei Ciciu, qui in un boschetto di pino silvestre.



Come si sono formati?
I Ciciu del Villar si trovano su una conoide alluvionale, ben evidente nella parte bassa del percorso ginnico; questi corpi sedimentari si creano dal ruscellamento diffuso dell'acqua in corrispondenza di un brusco cambio di pendenza, come avviene alla base di un versante quando un fiume o un torrente si raccorda alla pianura.
Con la pendenza diminuisce la velocità e l'energia di trasporto dell'acqua, che abbandona una parte di terreno da essa trasportata, a partire dai granuli pi pesanti ecreando col tempo un cumulo di terra dalla forma appunto di conoide.
Conoide alluvionale
In giallo, delimitazione della conoide alluvionale
dove l'azione erosiva dell'acqua ha scolpito le forme dei Ciciu.
I grandi massi sono invece precipitati e inglobati nella conoide alluvionale in seguito a terremoti e crolli: bisogna infatti considerare che la neotettonica nel Massiccio Dora-Maira stata piuttosto intensa, sollevando nuove pareti rocciose intorno al Monte San Bernardo e provocando il crollo di grandi blocchi di pietra divenuti nel frattempo instabili.
Masso di gneiss occhiadino
Parte alta della Costa Pragamonti, da dove inizialmente sono franati i cappelli dei Ciciu: anche qui le sorprese non mancano...
Verso il Colle Liretta

Perchè i Ciciu sono unici al mondo?
Perchè i Ciciu sono unici al mondo?
Ciò che rende unici i Ciciu l'ambiente che abbiamo appena descritto in cui essi si sono formati.
Colonne di erosione su conoidi alluvionali e con blocchi di crollo non sono al momento segnalati in nessun altro luogo in Italia e nel mondo.
Quelli che assomigliano di più come forma ai Ciciu del Villar si trovano in Turchia, nella regione della Cappadocia, dove li chiamano "I camini delle fate". La differenza però è sia nelle rocce che formano le colonne (livelli argillosi sedimentari nei Ciciu, tufo vulcanico in Cappadocia), che nel fenomeno che li ha generati (erosione dell'acqua per i Ciciu, corrosione del vento in Cappadocia). Comunque il risultato finale è quasi lo stesso: la natura è veramente meravigliosa!

Quando si sono formati?
Circa 12.000 anni fa, al termine dell'ultima glaciazione, detta Wurmiana o Wurm, l'area dei Ciciu era una conoide alluvionale attiva, con cumuli di terra e grossi blocchi rocciosi che si accatastavano lungo il versante della Costa Pragamonti.

La più grande differenza ambientale rispetto ad oggi era la ridotta presenza di vegetazione, a causa del clima rigido del periodo glaciale. Senza un suolo maturo e una copertura vegetale, l'acqua con il tempo riuscì ad erodere facilmente il terreno argilloso, preservandolo solo alla base dei grandi massi di gneiss, a causa del compattamento prodotto dal peso dei pesanti cappelli.

Col tempo l'acqua ha dunque agito in due modi completamente opposti per dare origine alle curiose forme dei Ciciu: prima ha depositato il terreno argilloso, poi ha iniziato lentamente a eroderlo incidendone i gambi.

Perchè l'acqua ha prima costruito una conoide alluvionale e poi l'ha parzialmente demolita, generando i Ciciu?
Circa 12.000 anni fa, al termine dell'ultima glaciazione, detta Wurmiana o Wurm, l'area dei Ciciu era una conoide alluvionale attiva, con cumuli di terra e grossi blocchi rocciosi che si accatastavano lungo il versante della Costa Pragamonti.
La più grande differenza ambientale rispetto ad oggi era la ridotta presenza di vegetazione, a causa del clima rigido del periodo glaciale. Senza un suolo maturo e una copertura vegetale, l'acqua con il tempo riuscì ad erodere facilmente il terreno argilloso, preservandolo solo alla base dei grandi massi di gneiss, a causa del compattamento prodotto dal peso dei pesanti cappelli.
Col tempo l'acqua ha dunque agito in due modi completamente opposti per dare origine alle curiose forme dei Ciciu: prima ha depositato il terreno argilloso, poi ha iniziato lentamente a eroderlo incidendone i gambi.

Oggi quali sono i pericoli che possono distruggere i Ciciu?
Attualmente i Ciciu sono immersi in un bosco di querce roverelle e castagni, e l'abbondante copertura vegetale protegge l'evoluzione dei fragili gambi di terra, rallentando l'azione erosiva dell'acqua.
Intense precipitazioni nevose o temporalesche, insieme a scosse di terremoto più forti del normale, sono i pericoli maggiori per la stabilità dei cappelli rocciosi dei Ciciu: talora infatti è successo di assistere al crollo di un masso, lasciando così il fragile gambo esposto agli eventi atmosferici e accelerandone il disgregamento.
Qui a lato vediamo il risultato dell'erosione accelerata sul gambo di un Ciciu, dopo che alcuni anni fa è caduto il masso sommitale.
Se vuoi saperne ancora di più e vedere altre immagini, notizie e schede didattiche sui Ciciu di Villar San Costanzo, tratti da diversi siti internet, clicca qui.

Scheda a cura di Enrico Collo, accompagnatore naturalistico

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