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Michele Marino

INTERVISTA al REDUCE Michele MARINO ("nonno Michele") di Dronero

Michele Marino, all'epoca del servizio militare

Il fratello di nonno Michele, disperso in Russia

Michele Marino, davanti alla caserma di Tortona (AL), dove ha svolto il C.A.R.

Di che classe è?
- Sono nato il 4 agosto 1922 nella frazione Monastero di Dronero.

In che anno è stato chiamato alle armi?
- Sono stato chiamato alle armi il 15 gennaio 1942 ed affidato alla 2^ Compagnia di Sanità, aggregato al 38° Reggimento di Fanteria.

In quale caserma era in servizio, quando ricevette l'ordine di partire per la Russia?
- Quando mi hanno chiamato per andare in Russia mi trovavo nella 2^ Compagnia Sanità di Savigliano e mi hanno assegnato al 24° Ospedale da Campo.

Come eravate attrezzati per la partenza verso la Russia?
- Al momento della partenza non eravamo assolutamente attrezzati per affrontare il vero nemico di quella Campagna, cioè il "freddo". Indossavamo un vestiario militare adatto al clima dei nostri paesi, non sicuramente al clima della Russia. Mi ricordo in particolare degli scarponi rivestiti di cartone per proteggerci dal freddo, che, tuttavia, entrava nei piedi fino a congelarli.

Come ha reagito alla notizia della partenza per la Russia?
- Quando mi hanno detto che dovevo partire per la Russia non ho reagito molto bene, ma sapevo che anche mio fratello partiva per questa Campagna, anche se non era nel mio reparto e questo mi rallegrava un po' perché c'era una parte della mia famiglia.

In quale data partì e come si svolse il viaggio?
- La data esatta della partenza per la Russia è stata il 10 agosto 1942.
Io ed i miei compagni siamo partiti con la tradotta (una specie di treno) dalla stazione di Savigliano ed abbiamo raggiunto Kiev (Ucraina) dopo molti giorni (non mi ricordo esattamente quanti). A questo punto, abbiamo proseguito per Rossosch con un camion ed infine a piedi fino alla frazione di Olicovacta, dove abbiamo installato l'Ospedale da campo.
E' stato un viaggio estenuante e faticoso soprattutto per la stanchezza ed il caldo (era agosto).

 

Quali furono i suoi incarichi sul posto?
- Durante la Campagna di Russia mi fu affidato il ruolo d'infermiere, anche se non ho mai studiato, né fatto nulla per questa specializzazione. Ma sul posto ho imparato subito tante cose.
Ho trascorso tutto l'inverno in Russia, dall'agosto del 1942 fino a marzo 1943, ed io e i miei compagni abbiamo convissuto con temperature che andavano dai + 40° C d'agosto, ai - 40° C durante l'inverno.

Ci racconta qualche episodio che ha vissuto in Russia?
L'episodio che mi ricordo in modo particolare è stato quando, per l'ultima volta, ho visto mio fratello.
Durante la ritirata dalla Russia, eravamo ormai sfiniti e stravolti. Non posso, e né voglio, descrivere come eravamo, anche perché forse non si può descrivere con le parole.
Mio fratello, che ormai non ce la faceva più, decise con un gruppo di amici di rifugiarsi in una baracca perché non riusciva a proseguire, un po' perché i piedi gli congelavano e perché, soprattutto, non aveva più la forza fisica (aveva già partecipato alla Campagna di Addis Abeba in Etiopia e combattuto in Francia).
Io lo pregai di resistere e di continuare con noi. Ma davvero non ce la faceva più ad andare avanti.
Mi sentii impotente perché non avevamo tempo per discutere e le decisioni si dovevano prendere immediatamente. Insistetti un po', ma lui mi disse di proseguire, visto che io ero più giovane di lui di sei anni e che ce l'avrei fatta, dato che ero ancora in buona salute.
Così ci lasciammo.
Dopo poche ore, venni a sapere che i Russi li avevano catturati…

Quando è ritornato e con quali mezzi?
-Sono ritornato dalla Russia con la tradotta, dalla stazione di Gomel in Russia, fino al Tarvisio in Italia, dove siamo arrivati il 23 marzo 1943. Lì ci hanno messo in contumacia per alcuni giorni.

Come è ritornato: ferito, malato o in salute?
- Fortunatamente sono ritornato in buona salute.

Come vive il ricordo di questa esperienza?
- E' stata un'esperienza che ha lasciato il segno a tutti quelli che l'hanno vissuta ed io, in particolare, non amo parlare di questo argomento né con i miei parenti, né con i miei amici.
Ho dato a Mattia, mio nipote e vostro compagno di classe, alcuni documenti che ricordano questo periodo e che ho conservato per tutti questi anni. Si tratta di una cartolina militare che ho scritto a mia madre, quando mi trovavo a Varsavia, nel viaggio di andata, ed un manifesto che il Generale d'Armata consegnava a tutti i superstiti della Campagna.1

Dronero, 11 dicembre 2001

1 Questi documenti sono riportati nel 2° capitolo.

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